Scorcio di costa
Caletta I Faraglioni Portella delle Ginestre

[ Il gruppo di questo viaggio:
- Da sinistra: Antonello Sirna e Maria - Sonia e Alfredo Rizzo - Seby e Corrado Floridia - Salvo mazzola e Melinda ] (vedi Photoalbum.... )

Castellammare del Golfo (TP)

Castellammare del Golfo (Casteddammari in siciliano) è un comune italiano di circa 15.000 abitanti della provincia di Trapani in Sicilia. Basa la sua economia sul turismo e, meno che in passato, sulla viticoltura e la pesca. Ogni due anni vi si celebra la rievocazione storica dell'attacco al porto da parte degli inglesi, sventato, secondo la leggenda, dall'arrivo della Madonna di l'assicursu (Madonna del soccorso). La cittadina sorge alle pendici del complesso montuoso di Monte Inici e dà il nome all'omonimo golfo prospiciente il castello, delimitato a est da capo Rama e a ovest da capo San Vito. Con l'arrivo degli arabi agli inizi dell'800 il paese prende il nome di Al Madarig ("la scalinata", nome che sembra derivare dalla scalinata che dalla parte più alta del bastione fortificato conduceva al porto). Sono gli arabi a realizzare il primo nucleo del castello poi ampliato dai Normanni. L'edificio fortificato venne edificato su di uno sperone di roccia a ridosso del mare e collegato alla terraferma per mezzo di un ponte levatoio ligneo.
E' uno dei litorali più belli della Sicilia quello che da Castellammare arriva a San Vito lo Capo che comprendente la riserva naturale dello Zingaro. Ingloba totalmente un tratto di 7 Km di splendida costa affacciata sul Golfo di Castellammare, essa assieme alla catena montuosa, alle piccole calette ed ai suggestivi strapiombi sul mare, che ne fanno da cornice, danno origine ad un meraviglioso dono della natura. (prima riserva naturale istituita in Sicilia)
Oggi Castellammare si è giustamente proposta come importante polo di attrazione turistica che molto può offrire ai suoi visitatori, grazie al suo patrimonio di un valore inestimabile, costituito dalla bellezza naturalistica delle coste e del suo entroterra.


Scopello

Scopello è un piccolo borgo situato su un’altura che domina il mare, con poche case che circondano uno splendido baglio seicentesco. Furono gli arabi a fondare Scopello, nome che deriverebbe dal greco “scopelos” (scoglio), dal latino “scopellum”, sulle rovine della città di Cetaria (“terra dei tonni”) e a ristrutturare la tonnara, le cui torri di avvistamento si ergono nella stupenda cala limitata dai faraglioni. Le torri risalgono a epoche diverse e costituivano una funzione importante del sistema di difesa militare della zona. Oggi danno un fascino particolare al paesaggio, tra natura, storia e mistero. Questa parte, più antica, è a sua volta suddivisa in due zone separate dalla strada principale, via Antonietta De Pace. L’isola su cui sorge il centro storico era un tempo unita alla terraferma da un lembo di terra naturale, denominato istmo, che rappresentava l'unico passaggio per accedere alla città.
Una strada panoramica chiamata della città vecchia.

Ficuzza e Rocca Busambra sullo sfondo

BOSCO DELLA FICUZZA - L'area del bosco di Ficuzza nacque come riserva di caccia reale istituita da Ferdinando I delle Due Sicilie, che vi edificò la "Casina Reale di caccia", attorno alla quale sorse il borgo di Ficuzza. Alla sua morte, avvenuta nel 1825, il bosco andò incontro ad un periodo di degrado, sfruttato intensamente per il pascolo e la produzione di legname. Nel 1860, con l'Unità d'Italia, l'area diviene proprietà del Demanio del Regno d'Italia che cedette ai privati gran parte delle aree gia' disboscate e dissodate. Nel 1871 quanto resta della ex-riserva reale viene affidato alla Amministrazione Forestale ed il comprensorio dichiarato inalienabile. Con la legge n° 535, 29 dicembre 1901 del Regno d'Italia, il "Bosco nazionale inalienabile di Ficuzza" viene destinato a stazione climatica. Con atto del 1912 la "Foresta Ficuzza" assieme alla "Foresta di Godrano" divengono di proprietà dell'Azienda di Stato per le foreste demaniali. Nel corso della prima e ancor più della seconda guerra mondiale la protezione dell'area cede il passo alle esigenze belliche di produzione di legname e pertanto l'area vive un secondo periodo di grave degrado.

Nel 1948 l'area diviene proprietà dell'Azienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana, che vi pratica attività di rimboschimento. Con Decreto dell'Assessorato Territorio e Ambiente del 26 luglio 2000, n. 365 viene istituita la riserva naturale “Bosco della Ficuzza, Rocca Busambra, Bosco del Cappelliere e Gorgo del Drago”. Lo stesso decreto affida la gestione della riserva all'Azienda Foreste.

 

I quadri di Corrado Floridia